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Borgo S. Pietro, 58 - Cividale Del Friuli

Andamento e tendenze del mercato immobiliare

 

Buon pomeriggio amico lettore,

anche questa settimana è giunta al termine e ci auguriamo tu possa trascorrere una domenica di meritato riposo. Nel corso dei giorni passati abbiamo pensato di raccogliere un po’ di materiale adeguato per raccontare l’andamento immobiliare italiano in questo primo scorcio di 2013 ed abbiamo anche raccolto dei significativi dati riguardanti il 2012. Ad aiutarci in questa nostra ricerca i report stilati da FIAIP (federazione italiana agenti immobiliari professionali), grazie ai quali siamo riusciti a fare un po’ di chiarezza sul reale andamento del mercato immobiliare italiano.

Come già noto, il mercato immobiliare italiano non gode di ottima salute, e i numeri presentati dalla Fiaip potrebbero sconfortare anche il più inguaribile degli ottimisti. Secondo l’associazione dei mediatori immobiliari, nel quinquennio 2007 – 2012 le compravendite sono calate del 40% e i prezzi delle case hanno fatto registrare una diminuzione del 12% negli ultimi dodici mesi.

Nonostante questo e nonostante la difficoltà ad ottenere un mutuo, la notizia confortante è che gli italiani non rinunciano al sogno di possedere un immobile di loro proprietà, anche perché sanno, dati alla mano, che nonostante i tempi d’oro in cui era molto facile trarre guadagno immediato dalla vendita di una casa acquistata anche solo un mese prima siano ormai terminati, sul medio – lungo termine l’investimento immobiliare continua a rimanere quello più redditizio con un guadagno stimato attorno al 4%.

Ulteriori dati interessanti emersi dall’analisi condotta dal Fiaip sono lo sconto medio che si riesce ad ottenere oggi quando si acquista un immobile, che equivale circa al 15%, e l’assoluta irrealisticità delle prospettive di realizzo che diversi privati si attendono dalle loro case. Questi importi erano forse credibili nel 2007, ma al giorno d’oggi sono diventati assolutamente troppo elevati.

Nel frattempo non ci rimane che sperare che la politica rimetta un po’ di equilibrio nel nostro paese grazie ad interventi mirati, perché no, anche al benessere di questo settore che per anni è stato sostenitore in prima linea dell’economia nostrana.

 

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